Ti racconto “Le ali di Icaro”

Nel marzo 2019, appena tornato dalla Germania dove ero per lavoro comprai il mio primo basso elettrico. Era un sabato, alla mattina ero a Francoforte, al pomeriggio a Milano e verso sera in un negozio di strumenti musicali di Brescia. La notte stessa mi misi a suonicchiarlo e ne cavai fuori un riff interessante, questo pezzo nasce da quel mio primo giro di basso.

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Ti racconto “Donna”

Questo pezzo parte fin da principio con il suo ritornello; come una classica storia passionale, in cui il principio fulminante finisce per bruciare il tutto. Questo è un copione che si segue a volte sapendo bene di un inesorabile fine non piacevole, quando per affetto ci si imbarca ugualmente in una relazione impossibile. “E non mi resta che vivere di te, anche se poi potrebbe farci male, e non mi restano sogni se tu vai, siamo solo cuori senza WiFi…”

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Ti racconto “Hänsel e Gretel”

HeG è un brano che lavora per immagini “Ti lascerò andare via perché è giusto così e fisserò da lontano la tua scia, come un mero spettatore, io fango tu razzo a motore più in alto, sempre più su”. Che lavora di ricordi che sfumano negli anni “come una scheggia di ghiaccio sotto pelle”. Che quando il tempo passa di chi sia stata la colpa importa poco “Ti lascerò andare via e le tue spalle le ricorderò bene e vestirò la tua bugia con le mie scarpe”

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Ti racconto “Dove si va?”

Una storia d’amore vista con la metafora di un viaggio in auto. In cui il viaggio (la vita insieme) è più importante della meta stessa. E ‘sentire il tuo respiro sul lato passeggero’ è la cosa più importante ‘perché infondo non importa dove si va’. L’atmosfera rock un pizzico elettronica, a tratti notturna ‘e seguire con un dito i tetti delle case, i tralicci di corrente, i volti della gente che si incontrano per caso…’. Questa è Dove si va? un brano un po lo-fi che sa di vita,sogni e asfalto.

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Domenica 9 Agosto esce Spore!

Tra 5 giorni online su Spotify, Youtube, Apple Music etc etc.

Qualcuno di voi già lo conosce in parte, questo EP come il precedente si compone di 5 brani:

  1. Dove si va?
  2. Hänsel e Gretel
  3. Donna
  4. Anima nera
  5. Le ali di Icaro

Da oggi per i prossimi 5 giorni vi racconterò in due righe questi 5 pezzi.

La potenza del dettaglio

A metà strada tra il ready-made di Duchamp e il “Non del tutto astratto” si annida parte del mio mondo di concepire la fotografia. Come dico spesso la mia idea di arte si trova quasi sempre nel dettaglio.

Il dettaglio, spesso non considerato, può essere la base per le costruzioni più mirabolanti e inaspettate e, in qualunque caso, risulta essere pura ispirazione. Basta un cambio di colori, di luci, di prospettiva… e subito si può ottenere il messaggio tanto cercato

Mettendo tutto in esempi pratici su due grafiche create in questi giorni:

Nella prima immagine il dettaglio di un bancale o pallet che dir si voglia con un orma di scarpa, nella seconda Babel, opera derivata

Nella prima immagine un dettaglio di vernice scrostata, nella seconda l’opera che ne deriva e cioè Dark matter

Secondo Step: Il significato

Ok. Tutto interessante o meno direte; prendo della roba la fotografo la modifico e via bellissime chiazze di colore e morta lì! Ma è proprio qui che nasce l’inghippo. L’inghippo è il significato, un’opera per essere tale deve avere un significato viceversa è inutile farla! Per inciso: Anche l’assenza di significato è un messaggio a tutti gli effetti se contestualizzato.

Uno scarabocchio potrebbe avere più senso e profondità di un dipinto realista ad olio e questo è un punto focale del mio pensiero

Babel rappresenta l’ascesa dell’uomo sulla natura, ho operato sulla foto di modo che sembrasse una scalinata di assi inchiodate. I chiodi si vedono ancora molto bene e rappresentano la Natura “inchiodata” e trafitta dall’uomo, fatta a pezzi e calpestata (l’orma in cima ne è la prova lampante). Il messaggio crea poi un punto di riflessione e paragone sul, da poco passato,periodo pasquale (l’opera è di quei giorni) rispetto la sofferenza della croce.

Dark matter è come squarciare l’universo e vedere al di la le leggi che lo governano, quel qualcosa che c’è ma non si vede. La materia oscura che permea l’universo, che c’è ma non si vede… Il burattinaio dietro i fili.

Genesi di SeasonStories

Senza dubbio una delle mie serie che amo maggiormente, la SeasonStories si compone di 4 quadri (uno per stagione) composti in 4 anni differenti tra il 2015 e il 2020.

A tutti gli effetti è stato un lavoro molto lungo

Autumn Story (SEANSONSTORIES #1) : Castagno in autunno

Nasce da un ricordo d’infanzia, in prima e seconda elementare, nel giardino della mia scuola c’era un enorme castagno e noi piccoletti facevamo a gara a chi raccoglieva le castagne più belle o strambe. L’Autunno mi riporta spesso quei ricordi d’infanzia…e ho cercato di rappresentarli in Autumn Story. Questo quadro che è stato il primo in ordine di tempo, l’ho fatto per cari amici e da ormai svariati anni è appeso in bella mostra nella loro pizzeria, è una cosa che mi fa indubbiamente estremo piacere!

Spring Story (SEANSONSTORIES #2) : Dipladenia in primavera

Per Spring Story ho scelto un rampicante che ha una stagione di fioritura lunghissima ma comincia proprio in primavera. Il colore rosso e la forza della pianta che ispira anche la sua lunghissima fioritura mi ha guidato nella scelta per incarnare l’energia prorompente della primavera; il fatto poi che fosse pure un rampicante cioè una pianta che ”non si arrende davanti a nulla e scala le vette” ha reso definitiva la mia scelta. Terza ma non ultima ragione della scelta, la forma dei fiori che come tante piccole trombe paiono annunciare la carica della natura sull’inverno.

Winter Story (SEANSONSTORIES #3) : Calicanto d’inverno

In una parola: Il Giappone. In questo quadro ho voluto dare un idea di notte invernale, nevosa, fiabesca. Il mio artista nipponico preferito Utagawa Hiroshige è stato di fortissima ispirazione. Ho voluto che fosse notturno e minimale nella tavolozza cromatica come minimale è lo haiku (poesia classica giapponese). A proposito di haiku vi consiglio Matsuo Bashō se volete farvi un idea di un altra delle fonti di ispirazione del quadro.

Sunset (WOC #2)

Ho sempre avuto una forte passione per la cultura e l’arte nipponica, mi è infatti successo anche in altre occasioni di ispirarmi alla stessa, sia precedentemente che successivamente a Winter Story, l’esempio più lampante è Sunset (WAVE ON CANVAS #2) che posto qui in parte e che penso si noti sia un link pesante all’onda di Hokusai (La grande onda di Kanagawa). In questo quadro ho cercato di ribaltare la forza in gioco, mi spiego: mentre nell’opera di Hokusai la forza si muove dall’alto verso il basso: un onda avvolgente in caduta direi in sostanza ‘nella sua parabola discendente’; nella mia Sunset l’idea era quella di immortalare una forza che agisse dal basso verso l’alto, insomma, il principio dell’onda. Il tutto era atto a creare una sorta di continuità immortalando l’origine di un onda tanto famosa.

E dopo questa super divagata torniamo a noi.

Summer Story (SEANSONSTORIES #4) : Ulivo d’estate

Ultimo ma non ultimo Summer Story racchiude nei suoi colori l’estate o almeno il mio modo di vederla. Ingarbugliata come un ulivo ma altrettanto esplosiva e fruttuosa in molti casi.