Spore e Black Rectangle: OPERE GEMELLE

Prologo

Questo articolo sarà un po più lungo dei precedenti (ci vuole poco dato che il 99% degli articoli su questo sito sono solo immagini e/o suoni XD ). Sto lavorando da qualche mese a Spore, un EP che sarà la prosecuzione di Mimema e ho da poco terminato il quadro Black Rectangle che ne è in sostanza la rappresentazione grafica. Di seguito vi illustro i due lavori, per la prima volta quindi analizzerò un mio quadro tanto per spiegare quale significato cerco di trasmettere in quelle che potrebbero essere considerate scarabocchi o macchie di colore insensate..

Spore

Si comporrà di 5 pezzi come il precedente. 5 pezzi per alcuni possono sembrare pochi ma, per quanto mi riguarda, sono il numero perfetto per fare un lavoro completo in cui a ogni brano sia dedicata la giusta attenzione (Il tempo di una doccia citando una cara amica).

Se Mimema è stato a tutti gli effetti il compiersi di uno splendido traguardo, Spore sarà la realizzazione di un sogno nel cassetto poiché sarà una autoproduzione in puro stile punk DIY (DO IT YOURSELF) in cui dalla creazione al mixing al mastering sarà tutto nelle mie mani (speriamo bene!!!). Parlo di sogno che si realizza perché fin da…SEMPRE! Avrei voluto avere il pieno controllo sulla mia produzione; non è mai stato di mio interesse l’etichetta prestigiosa, la Major o il produttore…Quello che mi interessava era il pieno controllo dalla prima nota all’equalizzazione finale di un brano.

Con Mimema ero troppo alle prime armi per caricarmi dei processi di mix e mastering dei brani (non che adesso sia un fenomeno) fortunatamente ho trovato straordinarie persone che a livello puramente artistico hanno lasciato a me tutte le scelte e anche l’ultima parole sulla produzione; non ringrazierò mai abbastanza Giorgio e lo Studio Altrefrequenze. Ed ecco a voi la copertina provvisoria ma quantomai definitiva di Spore:

Cover EP Spore

Riguardo i brani contenuti avrò modo di citarli nei prossimi mesi, l’intero EP sarà registrato e suonato nel mio studiolo casalingo (Home Studio mi pare esagerato) La SALA DI SUGHERO (che in teoria prima o poi verrà foderata di sughero per rispettare il suo nome XD ).

La data di uscita prevista sarà una data molto molto importante per me e spero di poter rispettare tutte le scadenze del progetto senza intoppi per arrivare a pubblicare in tempo, comunque anche per la data ci aggiorneremo!

Black Rectangle

Ed eccoci alla seconda parte dell’articolone, da qualche annetto mi diletto a trasporre musica in pittura e viceversa anche fieramente su Exibart e qui sul mio sito con Kandinsky 2.0. Nata per caso, quest’opera è quella che volente o nolente è la trasposizione grafica di Spore e cioè Black Rectangle. Ed eccola qui sotto:

Black Rectangle

Inutile sarebbe credere o dire che la situazione attuale di quarantena non abbia attecchito un po sullo spirito declinando l’espressione artistica.

I brani che componevano Spore erano già finiti prima dello scoppiare dell’epidemia qui in Italia ma ho potuto notare come la situazione esterna e il conseguente stato d’animo abbia influito su quelle fasi di Mix e Mastering che come detto precedentemente sono basilari e spesse volte se non sempre determinano parte abbondante dell’idea di suono che si vuole esprimere; certo un accordo da maggiore non passerà sicuramente a minore ma vi assicuro che determinate equalizzazioni, riverberi, rumori di fondo e saturazioni contribuiscono ferocemente al senso del brano, è come un’accento o una cadenza in una lingua, l’italiano è sempre italiano, la lingua è sempre la stessa ma accento e cadenza gli danno sfumatura mentre il timbro della voce (l’accordo) quello è e quello resta, minore o maggiore, bemolle o diesis che sia. Quindi ecco, Black Rectangle, il perché e il percome.

Ho voluto usare 3 colori in sostanza, nero,rosso e giallo, che poi sarebbero 4 con il bianco della tela. Volevo creare un quadro molto ‘elementare’, schietto e diretto, senza tanti fronzoli insomma, da qui l’uso dei due soli veri colori in varie sfumature (giallo e rosso). Giallo e rosso perché mi servivano colori vivi, energici, passionali che dessero l’idea di ‘straripare’, di voler uscire dagli argini di lottare tra loro tra il passionale (rosso) e il semi-razionale (giallo); il blu o il verde sarebbero stati una razionalità troppo ‘fredda’ che non assumeva la sfumatura di significato adatto al mio obiettivo. Le linee nere sono confini, i confini a cui siamo limitati ora per via della quarantena in sostanza, sto parlando dei limiti ‘blandi’ il fare la spesa, andare al tabaccaio, al lavoro…le cose che si possono fare ma con tutte le precauzioni del caso, il bianco che in molti tratti separa il colore dai confini è la solitudine, tela ruvida, ‘incolore’, il distanziamento sociale. Se noti ci sono chiazze di tela bianca anche interne alla lotta dei colori, queste sono la solitudine interiore che fa da specchio a quella esteriore, la ripercussione sullo spirito dello stato esteriore delle cose.

Il contorno del quadro è nero e questo da nome all’opera stessa ‘Black Rectangle’ per l’appunto, titolo dedicato e per certi versi preso in prestito dal pittore suprematista russo Kazimir Severinovič Malevič e dalla sua opera massima del 1915 Quadrato Nero. Anni fa ebbi modo di visitare una mostra di questo pittore al GAMeC di Bergamo e mi colpì infinitamente. Nel mio caso la colorazione nera è esterna al quadro, gli fa da cornice, ma al contempo interna in quanto il limite stesso invalicabile diventa attributo del quadro stesso, ne determina il suo spazio che è un luogo finito, il contorno si muove al di fuori della rappresentazione ma ne è interno in quanto come vincolo imprescindibile diventa una legge fisica del micro cosmo dell’opera. La scelta del titolo non è dettata da un accostamento grafico o da giochi di parole, piuttosto ho richiamato il Suprematismo di Malevič permeandolo di un altro significato. Cito Wikipedia: “…la pittura fino a quel momento non fosse stata altro che la rappresentazione estetica della realtà e che invece il fine dell’artista doveva essere quello di ricercare un percorso che conducesse all’essenza dell’arte”.

Questo è il concetto cardine che volevo trasmettere e cioè la ricerca interiore dato il momento, approfittare di questa situazione per curare ciò che abbiamo dentro, per ascoltarci, lontani per il momento dai fronzoli dello shopping o del prossimo viaggio. Nonostante i confini e gli argini imposti, giusti e naturali data la situazione, l’animo è in tumulto, libero nei confini, capace di creare nuove sfumature ripiegando su se stesso.

Allo stesso modo Spore è una ricerca interiore, un EP ruvido fatto di pezzi indie pop/rock. un urlo sporco, vivido e vivo.

Del tutto impossibile è trovare lati positivi in una vicenda che ha portato così tante vittime, forse ci aiuterà a sviluppare noi stessi e un senso di fratellanza tra popoli che mi pare sia oramai indispensabile. Un abbraccio digitale a tutti e sono sicuro che presto ci rialzeremo.

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